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Antiche Vie del Peglio

Nel cuore dell’Appennino marchigiano, Peglio fu nel Medioevo un nodo strategico di collegamento tra due valli cruciali: quella del Metauro a sud e quella dell’Apsa a nord. In un paesaggio collinare apparentemente isolato, un tempo si intrecciava un fitto reticolo di strade che univa borghi, castelli, pievi e fondovalle. Oggi molti di questi tracciati sono scomparsi o trasformati, ma grazie a fonti come il Catasto Gregoriano (inizio XIX secolo) possiamo ricostruire l’andamento e l’importanza.

Perché riscoprire le antiche vie? Il sistema viario medievale rivela come Peglio fosse una cerniera naturale tra la dorsale appenninica e il bacino del Metauro. Le strade non erano solo percorsi di scambio economico, ma anche vie di controllo, di pellegrinaggio, di comunicazione tra comunità e di diffusione culturale.

Le vie verso nord: dal castello di Peglio partivano tre direttrici principali verso il torrente Ausa:

  • La strada nord-ovest (oggi SP 147): conduceva ai castelli scomparsi di Paganico e Montenuovo, per poi raggiungere Lunano.
  • Il tracciato per Villa Santi e Balsemigno: da qui si diramava verso la pieve di San Giovanni in Balsemigno, importante riferimento religioso e viario.
  • La via per Cerquetobono: seguiva l’attuale provinciale Peglio–Bivio San Donato, attraversava l’antico castello di Monterotondo e giungeva alla pieve omonima.

I percorsi verso est: crinali e pievi rurali

Un’altra via correva verso est e nord-est lungo il crinale, collegando Peglio a piccoli insediamenti e chiese campestri come San Donnino, Monte Ascherio e Santa Mustiola, punti di riferimento per le comunità rurali.

Le vie verso sud: il Metauro e il fondovalle

Ben quattro strade collegavano Peglio al Metauro, allora importante asse di traffici e pellegrinaggi:

  • La via per Villa Santi e Balsemigno, che si innestava sulla SP 147.
  • La via per Cerquetobono, attraverso Monterotondo.
  • La strada per Campi Radi, che raggiungeva un importante snodo viario documentato nel Catasto Gregoriano.
  • La via per Campi Resi, percorso alternativo che confluiva in un incrocio di cinque vie, crocevia vitale per l’epoca.

La grande via del Metauro

Nel fondovalle scorreva una grande arteria antichissima, forse di origine preromana, che collegava Lamoli e Bocca Trabaria con Fermignano, passando per Sant’Angelo in Vado, Urbania e San Silvestro. Questo tracciato, anteriore all’attuale SS73bis, rappresentava un corridoio commerciale e devozionale che univa la valle del Metauro a quella del Tevere.

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Dal Peglio si possono facilmente raggiungere luoghi d’interesse come Urbino, Urbania, il Monte Montiego e i rilievi importanti d’Appennino, dando la possibilità di vivere un’esperienza tra natura, tradizione e paesaggi senza tempo.

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